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31/07/2006

un week end tra angola e regional

Un'idea di fatto graziosa. Invitare prof misti di capoeira angola e capoeira regional e fare uno stage di "reciproca conoscenza".
Mi sono messa in viaggio con l'animo ansioso. Io, appartenente affezionata di un gruppo di capoeira angola - anzi del gruppo di capoeira angola più maltrattato dall'opinione pubblica e più additato come regional - mi sarei ritrovata a confrontarmi con entrambi gli stili e a scoprire chissà quali abissi di differenza tra lo stile che alleno e la "capoeira angola vera" e chissà quali imbarazzanti analogie con l'altra faccia della medaglia.
Millantavano gioco fluido e batterie perfette, ordine e coscienza profonda della materia. Insomma, in fondo, in fondo al mio cuore da pitbull avevo paura di farci una figuraccia.

Siamo arrivati di venerdi e di venerdi sono stata a guardare, distrutta dal viaggio in macchina lunghissimo e cominciato troppo presto per i miei ritmi (ovvero quelli umani, il cyborg stava discretamente bene, com'è ovvio).

La prima cosa che ho visto è stata un'aula di musica. L'insegnante in questione era assai capace. Lezione con fundamentos...toque de angola e variazioni sul tema esattamente come le facciamo noi. Mi son sentita bene, almeno quello lo facevamo uguale.
Passato lo step1 si arriva al Sao Bento Pequeno. A quel punto l'insegnante si gira verso un'altro insegnante e chiede quale fosse il tocco in questione. Io aguzzo le orecchie. L'altro insegnante, in evidente imbarazzo perchè interrotto mentre stava conversando con noi, risponde spiegando il tocco.

Ma continuiamo.

Per l'allenamento uno degli insegnati chiede batteria dal vivo. Ci sono un sacco di capoeiristi esperti e la fama è quella di grandi cultori della parte musicale. Quindi mi aspetto un bello spettacolo.
Si forma la betteria si come da foto.

medium_la_perfetta_batteria_degli_AV.JPG


La roda è interessante. Il padrone di casa gira in qua e in là operandosi per dare la massima attenzione agli invitati. Si succedono i giochi. Osservo ma forse con poca attenzione, impegnata com'ero a baloccarmi con un angioletto biondo con pannolino e pandeiro, così non vi trovo tutta quella fluidità che m'aspettavo.

L'indomani, sabato, mi presento in divisa bianca con la mia graduazione all'allenamento. L'insegnante è molto capace e propone una sequenza. Tutta la mia aspettativa per la "vera capoeira angola" rimane in parte delusa, in parte soddisfatta. Quella sequenza l'abbiamo allenata centinaia di volte. Solo che il concetto dei nostri movimenti è leggermente diverso. Più essenzialità e pulizia, meno spreco di energie, ottimizzazione del movimento.
Il resto tutto uguale, anche il senso della sequenza. Tanto è che riesco bene a capire e ad eseguire quanto richiesto. Così va avanti tutto l'allenamento.
Ricevo un commento sul mio cordel. Pare che valga più delle parole visto che per lui mi danno di regionalista e ignorano la scritta "angola" nel simbolo del mio gruppo. Spiego che, semplicemente, il nostro Mestre ha adottato la graduazione perchè gli sembrava una buona idea.
Poi allenamento di regional. I movimenti puliti assomigliano ai nostri ma il concetto di base di questa capoeira è proprio diverso. Il mio corpo, se si era adattato alle sequenze della capoeira angola vera si rifiuta di eseguire i movimenti proposti trovandoli quasi sempre lontani dall'abitudine.
L'insegnante è bravo e riesco in uno dei movimenti cosiddetti "minchiate" che provavo da tanto. Ringrazio e continuo.

prima notazione: com'è che fin'ora di tutti gli angoleri a cui ho sorriso e rivolto la parola mi han risposto in due e fatta la stessa cosa con i regionalisti ho già un gruppettino di persone con cui scambiare battute? boh...

Altro allenamento di angola. Stessa sensazione di "già vissuto". Questo insegnante, in giro per l'italia di passaggio, è bravo. Molto bravo. propone una sequenza che ho allenato con lo Niocco a Villa Vogel. Infatti sono in assoluto la prima a capirla. Soddisfazione dell'insegnante, esplicitamente espressa. Un'altra capoeirista che inizia a parlare con me, quella che con me fa l'esercizio. E siamo a tre.
Il suddetto insegnante spiega la seconda sequenza. Eseguo. Lui si avvicina e dice "oh finalmente, è esattamente così che voglio. Questo è il senso!"
Questo è il senso...infatti io lo dicevo!
Insomma, per farla breve...quello che ho imparato in questa esperienza è solo che avevo ragione a pensare di essere angolera! Il senso di quello che facciamo, la pratica, i movimenti , le sequenze sono le stesse. Solo che i nostri movimenti sono stati edulcorati di una serie di teatralità, ingobbimenti, struscii in terra che permettono loro di adattarsi e di farci sopravvivere in una qualsiasi roda di capoeira, angola e regional.
Ho imparato che i regionalisti hanno da insegnare l'umiltà agli angoleri. Perchè loro, nonostante quello che a loro piace sia totalmente diverso, a fare almeno un allenamento di angola ci hanno provato. Gli altri no.
Ho imparato che l'angolero medio se la tira più di quanto io possa sopportare. Ho imparato che, come gli animali da fatica, certa gente capisce solo quando le prende. E con stile, senza poter nemmeno dire "a".
Ho imparato che un dobrao di metallo tra certa gente porta a degli atteggiamenti assai strani.
Ho imparato che la fluidità la si ottiene con l'alto livello e non con una filosofia di gioco.
Ho imparato, infine, che la sindrome della "donna del capo" attacca uomini, donne e bambini...ma me ancora no! ;-)
alla prossima...

La Mamma
medium_prof_tixa_la_vero_prof.ssa_adriana.JPG

Commenti

...però!!;-)
Tosta ed icaz§##?!?ta!! Non c'ero, premetto, ma sono d'accordo su tuuuuuutto!!Sono contento per i "Regional"; si prova, non si disdegna e poi si impara, senza pregiudizi!Dall'altra parte invece...
Al 10... saluti da tutti (Ginger e Rino compresi!)

Scritto da : manuel | 31/07/2006

Ma ciao !!
Leggendo questo articolo e sentendo un paio di impressioni in giro sono rimasto un po' perplesso...essendo ancora tato di questa disciplina, che mi è stata presentata come espressione di libertà e come strumento per "legare", mi chiedo con quale spirito chiunque voglia avvicinarsi alla capoeira deve intraprendere il suo viaggio...
Anche io dovevo esserci, anche perchè avrei "giocato vicino casa", poi viste le prime impressioni....Ma credo di non essermi perso un granchè !!
Mi disp. solo per Paahppi e Vero...forse qualche suo alunno in più non avrebbe dato fastidio (...forse neanche un paio di forchettate a casa mia....!!!!;-)

Scritto da : seppe | 03/08/2006

...e vabbè su insistenza della veronica scrivo anche io.....io c'ero....le mie impressioni....oramai sono stra abituato a sti raduni fra i due stili.....perchè a trieste c'è il samber fest....bon la mia impressione.....al di la delle differenze.....io penso che c'è sempre da imparare....qualcosa l'ho imparata anche dai prof straangoleri...che c'erano.....ho giocato anche per primo nella loro roda di apertura......questo perchè il nostro stile ci permette di entrare in tutte le rode....poi il comportamento degli alunni sinceramente... boh xe sempre la stessa roba....sono un pò tristi...basti pensare che sabato sera chi c'era a ballare fin le 6???...manco ve lo dico.....sono ortodossi...forse si immedesima nella schiavitù brasiliana del secolo scorso.....ed allora fanno loro una cosa che non gli appartiene....boh.....un plauso a marquino...quando lo ho conosciuto a trieste non mi aveva fatto buona impressione.....ora lo rivaluto.....simpatico...e rispettoso della nostra roda fuori con movimenti più alti rispetto alla loro......besos

Scritto da : linguao | 03/08/2006

bè... le due forchettate da Seppe magari... ;-) non guastano mai :-P
Boh io mi sentivo comunque fuori casa ma tra le due rode ho sentito assai più adatta a me quella dentro. Non tanto per l'altezza dei movimenti quanto per il concetto della capoeira che sto studiando...Cobra fa qualcosa mille miglia lontano da quello che si fa noi (ovviamente...son due stili diversi!)
Insomma vabbè che i regionalisti erano mediamente più socievoli e aperti ma non fomentiamo la diceria che i palmares son più regionalisti che angoleri ;-P
baci alla prox settimana!

Scritto da : La Mamma | 03/08/2006