20/02/2009
gli strumenti della capoeira
La roda inizia.
Vive, cresce, respira, trattiene il fiato.
E arriva un momento in cui ha vita sua, in cui sembra uscire dal controllo di chi è in ballo. Prende la mano, come un spirito dispettoso e maleducato, e calpesta il controllo emotivo, fisico, semina il panico e l'ansia e infine se la ride dell'inevitabile confusione, mentre i giocatori in affanno e disorientati si fermano perplessi nel mezzo del gioco o iniziano quasi preda dello stesso spirito monello della roda a comportarsi in modo insensato e periocolo per se stessi e per i compagni.
La roda a volte crede di essere più forte dei giocatori, del berimbau e del ritmoQuel che un buon capoeira deve sapere è che questa è un'illusione bella e buona. Perchè la roda è solo l'espressione contingente della Capoeira. E la capoeira rispetta, la capoeira può farsi rispettare: ha strumenti semplici ed efficaci come una madre serena e irremovibile davanti alle bizze del figlioletto.
E allora il capoeirista preda della roda bizzosa deve avere la lucidità per ricordare degli strumenti che la sua arte gli offre per riprendere il controllo.
Orbene, il primo precetto è: sei senza fiato? sei stanco? ESCI! esci prima (e non poi) di aver commesso un gesto inconsapevolmente offensivo di cui magari nemmeno ti rendi conto. ESCI in sicurezza, prendi spazio dall'avversario, non smettere di guardarlo, tieni su la tua guardia e ESCI senza dare le spalle a quello con cui stai giocando.
secondo precetto: non sai che fare? le azioni frenetiche e sconsiderate del compagno ti creano un panico da mancanza di controllo? ESQUIVA. La capoeira è arte marziale di difesa e di strategia. Senza lucidità non c'è equilibrio, non c'è strategia, non c'è gioco, non c'è interazione nè conversazione. A forza di vederti che ti scansi e basta il tuo compagno si sentirà un coglione oppure semplicemente percepirà che la sua ansia è inutile e dannosa. E comunque ci farai una splendida figura perchè sarai su un altro piano di gioco e di maturità.
terzo precetto: non fare chamadas a caso. La chamada (ivi compresa quella al centro in cui le mani si toccano e i giocatori girano) è una sorta di test in cui hai bisogno di tutta la tua concentrazione sia per proporla che per rispondervi. NON è per riprendere fiato e NON è per cambiare tipo di gioco. Per quello c'è il fantastico sistema di prendere spazio dall'avversario tramite una volta ao mundo (SENZA mano al centro e magari chiamata in un momento in cui quell'altro non è a 2 cm da te che ti riempie di calci in pancia) che terminerai ai piedi del berimbau. Respirate sorridete stringetevi la mano (con la guardia sempre su che non si sa mai) se sei bravo chiedi il permesso di cantare qualcosa di attinente come un invito alla calma e vedi se è il caso di continuare. Se lo è bene, sarete riusciti nell'intento di cambiare gioco. Altrimenti si torna al precetto 1
quarto ed ultimo precetto: se non hai equilibrio (fisico o mentale tanto fa) non tirare calci, rischi di farti male e di fare male al compagno senza nemmeno volerlo (che è condizione infamante per un'arte marziale qualsiasi). Se non vedi il tuo compagno stai facendo qualcosa di sbagliato che causerà problemi a te o a lui. Se non sai che fare ripigliati e GINGA.
E felicemente la roda non prenderà più la mano di nessuno tra ghigni e sberleffi.
16:10 Link permanente | Commenti (0) | Segnala
27/03/2008
"Quer tocar um berimbau para disfarçar a dor?"
Era il lontano inizio del 2005 e ci allenavamo ancora all'E+. Faceva freddo e il freddo, si sa, per le articolazioni ammaccate non è un toccasana.
Mi feci male, i ragazzi mi aiutarono a sedermi fuori dal perimetro di allenamento e Paahppi venne a sincerarsi delle mie condizioni e mi chiese, miracolosamente in portoghese, "Quer tocar um berimbau para disfarçar a dor?"
La domanda mi colpì non tanto per il contenuto quanto per il modo di chiedere.
Disfarçar in italiano lo si può tradurre con dissimulare anche se in questo contesto tradurre alla lettera avrebbe poco senso logico.
Sul vocabolario di portoghese, il primo significato, quello che non è un sinonimo ma spiega propriamente la parola, dice "vestire in modo che non si riconosca".
Ed è così, così accade nella capoeira. Immagino non solo nella capoeira ma di sicuro nella capoeira accade.
Il dolore si traveste da musica, da canto, fa gioco e lì per lì non lo riconosce nessuno, lo si vede solo se guardi bene, se guardi in fondo.
E questa è la grande bellezza di comunicare in modo diverso dall'usuale. La possibilità di trasmettere due livelli: uno per chi non ci interessa nè ci da' attenzione, l'altro per chi ci conosce un po' e ci ha a cuore.
E trovo bellissimo che tra di noi, nel gruppo bello e unito che siamo, questa cultura, questo senso della comunicazione, sia penetrato così profondamente che quando succede qualcosa di importante, si scrivono ladainhas...
è già successo con me, con John, con Grappino... e adesso tocca alla coppia volante, Javalì e Itzel
Vou girando pelo mundo (x2)
encontrando o que a vida leva
no meio dos meos amigos
vou vivendo capoeira
Capoeira mi ensinou
a dar para a vida o seu valor
me ensino o que è amizdade
me ension o que e amor
nas palavras do meo mestre
nu dia dia com meu professor
vou me embora no caminho
com a palmares no coraçao camarada...
E allora grazie un sacco...a chi ci insegna in primis per essere riuscito a trasmettere così tanto. E poi a tutti quelli che sono stati di passaggio o sono rimasti e rimarranno e che hanno creato questa splendida realtà.
Chi parte lascia sempre un vuoto. Un vuoto che non è assolutamente colmabile ma che resta a testimoniare di quanto grande sia quel che ci lega.
Chi arriverà erediterà quest'atmosfera perchè è l'essenza del lavoro di anni insieme.
Grazie a tutti,
buon viaggio a chi parte...
Veronica
14:11 Link permanente | Commenti (0) | Segnala
06/01/2008
Ginga è bell!!!!
Quem nunca viu venha ve
Papai Noel jogando pra valer.
Una roda piena di Babbi e Mamme Natale dove il comandamento
Principale era il divertimento e questo mi sa che non è mancato, tanto che la durata della roda
È stata molto superiore a quello che si era programmato.
Abbiamo dovuto smettere di fare rumore in piazza pubblica per via della pioggia che ci ha fatto ricordare che era ora di cenare….
Ringrazio a Dio e poi a tutti voi, compreso tutti quelli che per ragioni diverse non sono riusciti a essere presenti, per questo Natale pieno di gioia e felicità.
Grazie ai ragazzi che sono venuti da Carrara e sono stati molti simpatici e carini.
Grazie a Benedetta che all’ultimo minuto si è affacciata in roda dopo tanto tempo facendo capire che le buone relazioni vanno sempre mantenute!
Paahppi
22:15 Link permanente | Commenti (0) | Segnala
